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Suddiviso
in una prima parte che descrive tramite un saggio introduttivo le principali
tappe dell’attività progettuale dell’architetto, e in
una seconda corredata da schede descrittive dei suoi principali progetti,
il volume è dedicato a Zaha Hadid, progettista di fama internazionale,
conosciuta
per la sua ventennale attività di sperimentazione volta ad infrangere
ogni convenzione formale.
I riferimenti fondamentali della Hadid si muovono prendono spunto dal suo spiccato
interesse per l’estetica del movimento, influenzato dagli Archigram e,
ben prima, dalle avanguardie futuriste, costruttivista e suprematista, fino
all’ascetico riduttivismo espresso negli spazi fluidi degli edifici di
Mies van der Rohe. Alle monotone sequenze spaziali, che impongono un unico
punto di vista, la Hadid risponde costruendo lo spazio architettonico come
una sequenza cinematografica in cui i continui cambiamenti, producendo sensazioni
mutevoli, creano una forte interazione tra l’uomo e il proprio ambiente
di vita.
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